il teatro che non-ORLANDO IL TEATRO CHE NON C’È

Da martedì 11 a venerdì 28 maggio 2021
Ingresso tutti i martedì, mercoledì, giovedì e venerdì – Dalle ore 18 alle ore 21
Spazio Off – Via Venezia 5 – Trento

Prenotazioni: http://bit.ly/prenotazioni-off-orlando
info@spaziooff.com – 333 27 53 033

STANZA DI ORLANDO
Viaggio nella testa di Virginia Woolf

di Carmen Giordano
scenografia e costume Maria Paola Di Francesco
disegno luci Gianluca Bosio
compagnia Macelleria Ettore
produzione TrentoSpettacoli/ Spazio Off

allestimento e curatela Elisa Vinciguerra | allestimento tecnico Claudio Zanna

Cosa accade se in uno spazio teatrale viene allestito uno spettacolo – con scenografia, costumi, oggetti, luci e suoni – senza la presenza di attori/attrici e spettatori/spettatrici? Cos’è l’assenza? Cos’è la presenza? Cos’è la relazione?
Vogliamo riflettere e far riflettere sul valore della compresenza fisica dal vivo, attraverso un’assenza: da un lato rievocare uno spettacolo attraverso il concreto e tangibile di scenografia, costumi, oggetti, dall’altro sottolineare fortemente – e dolorosamente – l’assenza dei corpi, degli esseri umani che rendono viva e vibrante l’esperienza teatrale, che è nella sua essenza una compresenza in un “qui” e in un “ora”, al presente, di persone in carne e ossa.
Il “Teatro che (non) c’è” è quindi una sorta di ‘Wunderkammer’ del teatro ‘congelato’ dalla pandemia, per riflettere sul significato dell’assenza della relazione insostituibile in presenza di attori e spettatori – nucleo fondante dell’esperienza teatrale stessa -, e anche per ripercorrere dieci anni di produzioni e spettacoli teatrali che hanno segnato la storia dello Spazio Off, e i cui materiali sono custoditi nel magazzino dello Spazio Off.

‘Stanza di Orlando. Viaggio nella testa di Virginia Woolf’ è il primo monologo della compagnia Macelleria Ettore ideato, prodotto e allestito allo Spazio Off alla fine del 2010. Lo spettacolo debutta poi l’11 gennaio 2011 al Teatro Cuminetti di Trento, nella stagione TrentoOltre del Centro Santa Chiara, e viene poi replicato proprio allo Spazio Off per 10 repliche continuative a fine gennaio, trasmesso anche in diretta streaming – in tempi non sospetti! – sul sito web di Spazio Off. Lo spettacolo desta grande interesse tra pubblico, critica e operatori, e circuita a livello nazionale fino al dicembre 2015. Carmen Giordano, regista del lavoro, firma una drammaturgia ispirata a “Orlando” e a “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, traducendola in scena in un viaggio notturno, onirico e androgino supportato in modo decisivo dalla scenografia – – di fatto una vera e propria installazione – e dal costume di Maria Paola Di Francesco, che presenta proprio questo progetto come tesi di laurea in scenografia all’Accademia di Brera a Milano. È, anche, il consolidamento di un sodalizio artistico con Maura Pettorruso, che fornisce qui una grande prova d’attrice.

Allo Spazio Off vengono ora esposti scenografia e costume di scena, illuminati dal disegno luci originale dello spettacolo, e accompagnati da estratti audio dello spettacolo stesso. In foyer, spazio alla locandine, alle foto di scena, al copione originale, oltre ai disegni a matita e carboncino di Renzo Francabandera, critico teatrale e al tempo stesso artista visivo che da anni documenta gli spettacoli teatrali in tutta Italia disegnando in tempo reale dalla platea ciò che vede accadere in scena.

THE ARTIST IS (NOT) PRESENT – Il teatro che non c’è

Dall’11 maggio al via una “non-stagione teatrale” allo Spazio Off di Trento
In mostra ogni mese scenografie,  costumi, oggetti, copioni, foto e altri materiali provenienti dagli spettacoli prodotti allo Spazio Off: tutto, tranne gli attori

Dopo oltre un anno di sostanziale impossibilità di offrire e fruire di spettacoli dal vivo, Spazio Off lancia una nuova iniziativa che vuole rispondere in modo creativo, originale e anche provocatorio alle limitazioni e alle restrizioni da Covid-19, che hanno di fatto ‘congelato’ ogni attività teatrale e culturale in presenza. Se la compresenza di attori e attrici da una parte, e spettatori e spettatrici dall’altra sono l’essenza e la linfa vitale stessa del teatro, cosa accade se in uno spazio teatrale e culturale come Spazio Off viene allestito uno spettacolo – con scenografia, costumi, oggetti, luci e suoni -, senza però che attori e attrici possano ‘agire’ e far vivere con la loro presenza, assieme a quella degli spettatori, quei materiali?

È la domanda alla base del nuovo progetto di Spazio Off, che, da maggio a ottobre 2021 – solo in caso di conferma della ‘zona gialla’ in Trentino per il periodo interessato -, offrirà al pubblico, tutti i giorni dal martedì al venerdì dalle ore 18 alle ore 21,30 – nel rispetto di tutti i protocolli anti-Covid -, la possibilità di ‘vedere’ e ‘fruire’ il “teatro che non c’è”. Per tre settimane alla volta, verrà allestito nella piccola sala teatrale di via Venezia 5, zona Port’Aquila, a Trento, il set completo di una selezione di quattro spettacoli ideati, prodotti e realizzati negli ultimi 10 anni allo Spazio Off: scenografia, costumi, oggetti di scena, oltre alle luci e i suoni di ogni spettacolo, il tutto arricchito anche da contributi audio e video sugli spettacoli stessi. Inoltre, in foyer verranno esposte fotografie, bozzetti di scena, disegni e progetti di scenografia e costumi, copioni originali, materiali di lavoro, locandine, manifesti. Una sorta di Wunderkammer del teatro ‘congelato’ dalla pandemia, per riflettere sul significato dell’assenza della relazione insostituibile in presenza di attori e spettatori – nucleo fondante dell’esperienza teatrale stessa -, e anche per ripercorrere dieci anni di produzioni e spettacoli teatrali che hanno segnato la storia dello Spazio Off, e i cui materiali sono custoditi nel magazzino dello Spazio Off.

L’accesso al pubblico sarà consentito dal martedì al venerdì dalle ore 18 alle ore 21 – come per una normale e consueta mostra d’arte, o per un museo – a una sola persona alla volta, o due se congiunti per un tempo massimo di circa 30 minuti, solo su prenotazione on-line, e con offerta libera a discrezione dell’utente.
L’obiettivo di tutto il progetto è da un lato rievocare, attraverso tutto ciò che esiste di fisico e tangibile di uno spettacolo, lo spirito dello spettacolo stesso rendendolo pubblico e fruibile, ma dall’altro è anche quello di sottolineare fortemente – e dolorosamente – l’assenza dei corpi, degli esseri umani che rendono viva e vibrante l’esperienza teatrale, che è nella sua essenza una compresenza in un “qui” e in un “ora”, al presente, di persone in carne e ossa.

Il titolo del progetto, ‘The Artist is (not) present’ ricalca infatti la performance del 2010 di Marina Abramovic al MoMA di New York, quando l’artista serba è rimasta seduta 6 giorni su 7, e per 7 ore al giorno per circa tre mesi, nella hall del museo di Manhattan, a disposizione di chiunque volesse semplicemente sedersi di fronte a lei ed entrare in una relazione di sguardo reciproco, occhi negli occhi, senza altri dispositivi, oggetti o mediazioni. Il nostro progetto, nato in tempo di pandemia, è invece esattamente l’inverso, mancando purtroppo la dimensione relazionale e di compresenza tra esseri umani, tipica e fondamentale nell’atto teatrale stesso.

Questo è esattamente ciò che è mancato in questi mesi di chiusura degli spazi culturali e di spettacolo in particolare: agli attori e alle attrici di poter salire su un palco, muoversi, parlare, sudare, sbagliare; agli spettatori e alle spettatrici di condividere assieme il rito della visione collettiva e condivisa di qualcosa – uno spettacolo – tanto effimero quanto potente. Ed è questa esperienza cui siamo stati purtroppo costretti a rinunciare in questo momento storico così difficile, e che con questo progetto vogliamo rimettere al centro, seppur sotto forma di una fruizione ‘al negativo’: tutto ciò che ‘fa’ il teatro – oggetti, scenografie, costumi, luci, suoni, testi, parole… – ma che, senza la compresenza fisica, viva e partecipe di attori e spettatori, semplicemente teatro non può essere.